Dietro le sbarre da: giorni

CHI E’ VITALIY MARKIV, VITTIMA INNOCENTE DI UN PROCESSO POLITICO, CHE CONTINUA LA LOTTA PER LA GIUSTIZIA

Introduzione

Non è difficile trovare in rete le informazioni riguardanti Vitaliy Markiv. Basta scrivere questo nome nel motore di ricerca ed appaiono subito decine e decine di pubblicazioni che parlano del processo a Pavia, con la chiara inclinazione di compiacere Mosca.

Tuttavia, nel momento in cui il caso ha suscitato l'interesse mediatico a livello internazionale, è apparso subito chiaro che, in moltissimi sentivano per la prima volta il nome di Vitaliy solo il giorno della sentenza. La maggior parte delle persone non aveva idea dell'accaduto, né in Ucraina, né tantomeno in Italia, paese totalmente esterno al conflitto armato in Ucraina, che condanna un giovane ragazzo a 24 anni di carcere, basandosi semplicemente su delle accuse completamente infondate e senza alcuno straccio di prova.

Onoriamo la madre che ha cresciuto un figlio del genere. Un figlio che, invece di avere una vita spensierata in Europa, ha scelto un percorso così rispettabile. Onoriamo e lodiamo quegli ucraini che sono stati al fianco di Vitaliy sin dal primo minuto di detenzione, che hanno suonato le campane di allarme e hanno partecipato a tutti gli eventi a suo sostegno. È proprio grazie alle pubblicazioni sui social media che siamo in grado di delineare questo quadro completo su ciò che è realmente accaduto e su chi sia veramente questo soldato, Vitaliy Markiv.

La nostra intenzione dunque è quella di mettere insieme tutte le informazioni a nostra disposizione su questo caso e sui soggetti coinvolti, al fine di fare un po' di chiarezza sulla faccenda che ha portato a questa sentenza assolutamente ingiusta ed insensata.

Vi preghiamo di leggere e condividere le seguenti informazioni.

Vitaliy Markiv - military

.Biografia

Vitaliy Markiv è nato a Khorostkiv (nella regione di Ternopil) in Ucraina il 16 agosto 1989. Ha finito la scuola media (9 anni) a Khorostkiv e nell’ottobre 2004 all’età di 15 anni si è trasferito in Italia insieme con la sorella Ruslana per ricongiungersi con la madre Oksana Maksymchuk che viveva già in Italia dal 2000, a Tolentino (MC). Qui ha continuato gli studi presso l’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato a Sarnano. Dopo il conseguimento del diploma ha lavorato come meccanico, falegname e DJ nelle discoteche. Nel 2006, all’età di 17 anni, Vitaliy Markiv ha ottenuto la cittadinanza italiana.

Nel novembre del 2013 in Ucraina, a piazza Maidan, iniziano le proteste pacifiche popolari contro il regime filorusso di Yanukovych, che si è rifiutato di sottoscrivere l’Accordo di Associazione con la Comunità Europea. La protesta ha preso il nome della “Rivoluzione della Dignità”. A Maidan si sono recati numerosi giornalisti stranieri per raccontare la verità di quanto succedeva, tra cui anche il fotoreporter italiano Andrea Rocchelli.

https://www.youtube.com/watch?v=rKF9uZZTGvo

Come la signora del video registrato da Andrea Rocchelli, molti ucraini sono partiti per il proprio Paese dall’estero per partecipare alla protesta di Maidan, per difendere la libertà, la democrazia e il futuro europeo del proprio Paese. Tra questi anche Vitaliy Markiv.

All’inizio del dicembre 2013 Vitaliy lascia la vita tranquilla in Italia e parte per Kyiv dove partecipa alla protesta pacifica. Le manifestazioni durano 3 mesi fino al 18-21 febbraio 2014 quando il regime di Yanukovych avvia la repressione, provocando molti morti tra i manifestanti,“La Centuria Celeste”. I manifestanti non si arrendono e il 22 febbraio Yanukovych scappa da Kyiv. Nello stesso giorno il parlamento ucraino con 328 voti (maggioranza costituzionale), compresi i voti del Partito delle Regioni, quello dello stesso Yanukovych, destituisce l’ex presidente e fissa le elezioni presidenziali straordinarie per il 25 maggio 2014.

Durante la permanenza a Maidan, Markiv conosce diversi giornalisti ucraini e stranieri, tra quali il fotografo italiano Marcello Fauci, con quale nasce un rapporto di amicizia. Spesso si sentono al telefono. Ai giornalisti stranieri, compreso Fauci, Vitaliy racconta la storia e gli sviluppi della protesta.

Il 27 febbraio la Federazione Russa inizia l’intervento militare in Crimea, bloccando il parlamento della repubblica autonoma, l’aeroporto e altri centri vitali. Il 18 marzo il Cremlino dichiara ufficialmente l’annessione della Crimea. Il 12 aprile la formazione militare illegale russa sotto il commando del colonnello Strelkov (Girkin) occupa le città di Sloviansk e Kramatorsk. Nel marzo 2014 per far fronte alla situazione e ristabilire l’ordine pubblico viene ricostituita la Guardia Nazionale d’Ucraina. Circa 500 attivisti di Maidan presentano le richieste per entrare a far parte della Guardia Nazionale per poter difendere il proprio Paese dalla aggressione russa e partono per il corso di addestramento nella città di Nuovi Petrivzi, vicino alla capitale Kyiv. Tra questi c'è anche Vitaliy Markiv. Della sua decisione di entrare nella Guardia Nazionale Markiv informa gli amici, tra cui anche Marcello Fauci.

Dopo il corso di formazione Vitaliy Markiv diventa soldato del primo battaglione di riserva della Guardia Nazionale, successivamente nominato “Generale S. Kultchytskyy”. Insieme con i suoi commilitoni prende parte alle diverse operazioni congiunte ordinategli dai superiori della Guardia Nazionale nei posti più caldi della guerra russo-ucraina.

Vitaliy Markiv decide di fare la carriera militare. Continua il suo servizio presso la Guardia Nazionale. Alla fine del 2015 diventa sergente e dopo un anno, nel settembre 2016, riceve il grado di sergente maggiore della Guardia Nazionale. Oltre al servizio attivo al fronte, Vitaliy partecipa ai diversi corsi di formazione professionale. Nel luglio 2015 partecipa al corso di addestramento organizzato dall’ “United States Defense Institute of Internazional Legal Studies”, a settembre 2016 invece all corso organizzato dal Centro Addestramento della 2-a Brigata Mobile Carabinieri Italiani.

Nel 2016 per poter diventare ufficiale della polizia ucraina Vitaliy si iscrive all’Accademia del Ministero dell’Interno, con apprendimento a distanza, mentre continua il servizio militare attivo. Agli esami viene promosso con ottimi voti e nella primavera del 2017 finisce il primo anno di Accademia.

Per il suo ottimo servizio militare Vitaliy Markiv ha ricevuto le medaglie al valor militare e varie onorificenze da parte del comando della Guardia Nazionale.

Nell’ottobre 2014 si sposa con Diana Markiv, che ha conosciuto un anno prima proprio a Maidan.

Vitaliy Markiv - prison

.Dettagli del caso (Arresto. Processo. Condanna.)

Il 30 giugno 2017 Vitaliy Markiv viene arrestato in aeroporto a Bologna mentre sta andando con la moglie a trovare la madre, che vive a Tolentino. E’ accusato dell’omicidio del foto-reporter pavese Andrea Rocchelli, dell'interprete russo Andrej Mironov e del ferimento del foto-reporter francese William Roguelon, avvenuti il 24 maggio 2014 a Sloviansk (Ucraina).

Da subito Vitaliy Markiv si proclama innocente ed estraneo ai fatti. Nonostante la mancanza di prove l’arresto viene convalidato e le istanze di revoca o sostituzione della misura cautelare, presentate dalla difesa, vengono rigettate.

Nel corso delle indagini l’accusa contro Markiv cambia da “omicidio del giornalista” a “aver dato un contributo materiale determinante nel cagionamento della morte” del giornalista. Secondo l’ipotesi del PM Markiv avrebbe visto il gruppo dei giornalisti e, riconoscendoli come tali, avrebbe comunicato questa informazione ai superiori della Guardia Nazionale, i quali avrebbero informato l’esercito ucraino che avrebbe sparato.

Vitaliy, in attesa del processo, trascorre un anno in carcere, prima a Pavia e poi a Milano-Opera.

Il 6 luglio 2017 inizia il processo penale a carico di Vitaliy Markiv presso la Corte d’Assise di Pavia. Durante 17 udienze di questo processo non emerge alcuna prova certa che confermi qualsiasi coinvolgimento di Vitaliy Markiv nella morte di Andrea Rocchelli.

Non è stato dimostrato con certezza:

- Che i colpi dell’arma da fuoco che ha colpito il fotoreporter italiano sono partiti dalle formazioni militari regolari ucraini o dai gruppi paramilitari irregolari russi;

- Quale precisamente arma da fuoco ha causato la morte di Andrea Rocchelli;

- Dove si trovava e cosa precisamente faceva Vitaliy Markiv il pomeriggio del 24 maggio 2014: se era nella sua posizione di servizio (e quale e questa posizione) o se dormiva, stava in cucina, eseguiva un altro ordine;

- Che Vitaliy Markiv ha visto il gruppo e sapeva che erano i giornalisti;

- Che Vitaliy Markiv ha parlato di questo gruppo con i superiori;

- Che i superiori della Guardia Nazionale hanno parlato di questo gruppo con l’esercito;

Il 12 luglio 2019 la Corte d’Assise di Pavia ha dichiarato Vitaliy Markiv colpevole e l’ha condannato a 24 anni di carcere, sette anni in più rispetto alla richiesta del PM.

Nelle motivazioni della sentenza, pubblicate a ottobre 2019, la ricostruzione degli avvenimenti è identica a quella effettuata dal PM, basata su quella che viene definita “confessione stragiudiziale” e che sarebbe stata rilasciata involontariamente dallo stesso Markiv durante una conversazione telefonica con un giornalista, riportata poi (da un’altra giornalista) in un articolo sul Corriere della Sera. Ma in quell’articolo ci sono tanti punti oscuri e nessuna confessione reale. Markiv è stato quindi condannato senza prove e dimostrazioni certe che abbia partecipato volontariamente all’azione che ha procurato la morte di Rocchelli e Mironov.

Vitaliy Markiv, la sua famiglia, la comunità ucraina in Italia e lo Stato Ucraino ritengono questa sentenza assurda e ingiusta. La difesa presenterà istanza di appello.

La lotta per la giustizia e verità continua!

La storia di Vitaliy Markiv deve essere ascoltata perché egli potrebbe spendere quasi un quarto di secolo in prigione, solo per aver difeso l'integrità e la sovranità della terra che gli ha dato la vita. Ecco come vediamo il soldato Markiv.

Ognuno di noi potrebbe finire al suo posto dove, a causa di una strana confluenza di eventi, potremmo essere falsamente accusati e condannati a decenni di prigione.

#FreeMarkiv
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.Media

In questa sezione puoi leggere le pubblicazioni dei media sulla biografia di Vitaliy e sul suo caso.

...in fase di sviluppo

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.Azioni / Riunioni

Per supportare la Guardia nazionale ucraina, Markiv in tutto il mondo organizza azioni e incontri. In questa sezione troverai foto e video di alcuni di essi.